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27 giugno 2011 Dopo poche ore di sonno, preparo per l’ultima volta lo zaino e sono pronto a prendere il bus per Santiago in una giornata di splendido sole. Arrivo in tarda mattinata a Santiago e percorro gli ultimi Km verso la cattedrale. Con grande soddisfazione ritrovo alcuni degli amici con i quali avevo iniziato il camino: è una emozione indescrivibile! Dopo un ultimo giro per la calli di Santiago prendo il bus per l’aeroporto; aereo puntuale fino a Madrid dove scopro che la partenza per Venezia ha 3 ore di ritardo. All’una di notte arrivo a Venezia dove mi attende tutta la mia famiglia e anche Gigi. Baci ed abbracci e sono di nuovo a casa.
Voglio ringraziare in primis la mia famiglia: mia moglie che mi trasmesso l’idea e dato permesso, Giulio che ha curato con puntualità e dedizione la parte “tecnica” di questo diario, Guido che mi ha sempre incitato, mia sorella Antonia che mi ha sempre sostenuto ed infine il mio cane Yoda che mi ha accompagnato nella preparazione. Un grazie, infine, a tutti coloro i quali mi hanno incoraggiato scrivendo in questo blog in modo particolare a Bepo, che non ha mancato un giorno, ed a Gigi per le sue battute.
Vorrei concludere questo diario con uno scritto in italiano trovato nella chiesetta di Santo Stefano a Zabaldika che riporta le “Le beatitudini del Pellegrino” che in modo perfetto riassume quanto si prova nel “Camino di Santiago” e le sensazioni che ho vissuto:
Beato sei, pellegrino, se scopri che il cammino ti apre gli occhi a quello che non si vede. Beato sei, pellegrino, se quello che ti preoccupa non è arrivare, ma arrivare con gli altri. Beato sei, pellegrino, quando contempli il cammino e lo scopri pieno di nomi e di albe. Beato sei, pellegrino, quando hai scoperto l’autentico cammino inizia quando finisce. Beato sei, pellegrino, perché quando il tuo zaino si svuota di cose il tuo cuore non sa dove mettere tante emozioni. Beato sei pellegrino, se scopri che un passo indietro per aiutare gli altri vale di più che cento in avanti senza guardare chi sta al tuo fianco. Beato sei, pellegrino, quando ti mancano le parole per ringraziare di tutto quello che ti meraviglia in ogni svolta del cammino. Beato sei, pellegrino, se cerchi la verità e fai del tuo cammino una vita e della tua vita un cammino in cerca di chi è il cammino, la verità e la vita. Beato sei, pellegrino, se nel cammino ti incontri con te stesso e ti regali un tempo senza fretta per non dimenticare le immagini che ti suggerisce il tuo cuore. Beato sei, pellegrino, se scopri che il cammino è fatto di silenzio, il silenzio della preghiera, la preghiera dell’incontro con il Padre che ti aspetta.
Chiudo con una benedizione Irlandese che rivolgo di cuore a tutti:
Possa la strada Alzarsi per venirti incontro. Possa il vento Soffiare sempre alle tue spalle.
Possa il sole Splendere sempre sul tuo viso E la pioggia Cadere soffice sul tuo giardino.
E fino a che non ci incontreremo di nuovo, possa Dio tenerti sul palmo della sua mano.
Ciao Bepi 50 +1
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26 giugno 2011 Partenza ore 6.00. Mi avvio con passo spedito verso la meta finale cercando di scordarmi del dolore al piede: sono le ultime ore di cammino. Sarà comunque una tappa lunga! Da Olveiroa per un paio di salite si raggiunge Hospital dove il percorso si biforca verso Finisterre o verso Muxia. Raggiunta l’Ermita de Neustra Senora dal la Nieves, molto suggestiva, continuo per percorso accidentato con discesa ripida finale verso Cee ed il mare. Purtroppo dopo la giornata torrida di ieri qui trovo la nebbia che mi lascerà vedere ben poco per tutta la mattina. Passato il porto di Cee raggiungo Corcubion e, per gli ultimi, sentieri la località di Sandinero. Scendo quindi sul lungomare, pieno di immondizie e pinete bruciate, e quindi raggiungo alla meta: FINISTERRE. Non è comunque finita: bisogna arrivare al Faro dove c’è il pilastrino del KM 0. Non mollo e dopo 3 Km di salita, passando per la chiesa di Santa Maria de Areas dove oggi c’è la cerimonia della prima comunione, raggiungo la fine della terra e come premio per le mie fatiche esce anche il sole. Foto di rito e apposizione del timbro “Game Over” sulla credenziale quindi ritorno al paese dove mi sistemo in albergo e ritrovo anche gli amici tedeschi di ieri. Cena super a base di pesce seguita dal fantastico tramonto sull’oceano vissuto insieme a 4 tedeschi, una scozzese (senza gonnellino), una tedesca , 1 cileno ed ad un numero imprecisato di bottiglie di vino fino alle 3 del mattino. Domani (oggi) si rientra a casa.
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25 giugno 2011 Nota: Pubblico, un po’ in ritardo, il diario di questa tappa e di quelle successive. Purtroppo l’unico mezzo informatico che avevo a disposizione, il telefonino, si è fuso con il caldo e quindi sono stato (finalmente?) tagliato fuori dal mondo fino al mio ritorno.
Partenza puntale all’alba dopo un’ottima cena, ero l’unico ospite, a base di pesce e un delizioso vino rosso. La tappa riprende con i consueti saliscendi nei boschi e coincide in diversi punti con l’antico “Camino Real” che portava a Finisterre. Ho attraversato i paesini di Zas, Portocamino e Vilarserio dove ho trovato un bar per la colazione. In queste zone cambia la tipologia di costruzione degli Horreos ora tutti in pietra con basi particolari. Riprendo il cammino e tra tratti di sentiero ed altri di asfalto con belle vedute sulle zone circostanti procedo verso la meta. La temperatura oggi si va facendo davvero torrida! ed al primo bar reintegro i liquidi persi con una “Cerveza”. Raggiunto quindi il paese di Santa Marina, affronto la salita che porta al Monte Aro, dove incontro uno spagnolo con i piedi infuocati; visto che anch’io ho i miei guai al collo del piede mi fermo con lui all’ombra di un pino. Insieme riprendiamo il cammino fino alla località di Ponte Olveiroa, dove sono costretto a fermarmi per far riposare il piede e fare il “pieno” con un paio di birre ed un panino. Per fortuna manca poco e sotto il sole infuocato, per asfalto bollente, raggiungo la meta di oggi e mi fermo al primo Albergue. Doccia e birra con le nuove conoscenze: 2 ragazzi tedeschi e 2 ragazze (di una volta) sudafricane con i quali passo la serata. E domani tappa finale verso il KM 0.
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